it_IT Motori Blogo.it - Ultime notizie della sezione Motori Sun, 20 Jan 2019 14:11:26 +0000 Sun, 20 Jan 2019 14:11:26 +0000 Zend_Feed_Writer 2 (http://framework.zend.com) http://www.blogo.it/motori 2004-2014 Blogo.it Audi A5 Cabrio 45 TDI S tronic: la video prova Fri, 18 Jan 2019 12:00:08 +0000 http://www.autoblog.it/post/965000/audi-a5-cabrio-45-tdi-s-tronic-la-video-prova http://www.autoblog.it/post/965000/audi-a5-cabrio-45-tdi-s-tronic-la-video-prova Gianluigi Giannetti Gianluigi Giannetti

Gusto e divertimento, c'è la sintesi giusta con A5 Cabrio 45 TDI S tronic, con motore 2.0 TDI 190 Cv e prezzo a partire da 53.900 euro. Capote in tela in stile classico e design, caratteristiche di guida e tecnologia riconoscibili come Audi, forse in maniera addirittura più evidente di quanto accade nella A5 Coupé, con un comfort dinamico e acustico che si sposa molto bene alla bilanciamento su strada e alla reattività.

Audi A5 Cabriolet: come va



In un progetto pensato con i canoni giusti fin dall'inizio, non può essere scontato che la nascita di una cabriolet all'interno di una famiglia di Coupé significa un modello profondamente rivisto per quanto riguarda il telaio. Audi A5 Cabriolet ha una rigidità torsionale stata aumentata del 40% rispetto al modello precedente, ma soprattutto tra i migliori del segmento, anche grazie ad un peso che nella versione Audi A5 Cabrio 45 TDI S tronic con motore 2.0 TDI 190 Cv a trazione anteriore da noi provata non supera i 1.765 kg. Facendo a meno dei giroporta e degli elementi portanti del tetto, la vettura deve costruire “una scatola meccanica” dove fanno il loro dovere le longarine sottoporta di spessore più grande e una struttura ad anello chiusa in corrispondenza della parete posteriore dell'abitacolo, oltre sostegni diagonali nel fondo.

A cambiare è anche l'assetto, con carreggiate piuttosto larghe, all’anteriore da 1.587 mm e al posteriore da 1.568 mm, abbinate ad un passo di ben 276 cm, ovvero i presupposti per un bilanciamento ideale e trasferimenti di carico molto progressivi. Le sospensioni anteriori hanno uno schema con assale a cinque bracci mentre quelle posteriori sono a cinque bracci, non più a bracci trapezoidali del modello precedente. Il carattere piuttosto dinamico di Audi A5 Cabrio viene fotografato anche dal servosterzo elettromeccanico, che ha una demoltiplicazione sportiva e diretta, ma a richiesta è disponibile lo sterzo dinamico, che grazie a un ingranaggio di sovrapposizione varia il rapporto di trasmissione fino al 100% a seconda della velocità e della modalità selezionata nel sistema di controllo della dinamica di marcia. La precisione è altissima, con un inserimento in curva fedele che addirittura sfrutta la trazione anteriore come molla per guadagnare familiarità nelle traiettorie, controllo e maneggevolezza, il tutto con un bilanciamento che è moto più di una sensazione.

Protagonista della prova anche il motore 2.0 TDI più potente, il compromesso ideale per sfruttare le caratteristiche di questa vettura. Se i consumi medi si assestano attorno ai 4,5 litri/100 Km, a fronte di emissioni di CO2 pari a 118 g/km, sono infatti le qualità del propulsore a fare la differenza, con una potenza di 190 Cv tra a 3.800 e 4.200 giri ma soprattutto la coppia di 400 Nm nel range compreso tra 1.750 e 3.000 giri. L’auto scatta da 0 a 100 Km/h in 8,3 secondi, e raggiunge una velocità massima di 235 km/h e si abbina perfettamente al cambio automatico a doppia frizione S tronic a 7 rapporti, che permette di poter scegliere e personalizzare il proprio stile di guida, rimanendo sempre molto fluido e comodo, con un controllo delle vibrazioni che permette permette regimi molto bassi durante la marcia.

Audi A5 Cabriolet: com'è


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Audi A5 Cabrio 45 TDI S tronic: la video prova é stato pubblicato su Autoblog.it alle 12:00 di Friday 18 January 2019

]]> 0 Lexus ES 300h: primo contatto e video prova Wed, 16 Jan 2019 14:15:34 +0000 http://www.autoblog.it/post/964285/lexus-es-300h-primo-contatto-e-video-prova http://www.autoblog.it/post/964285/lexus-es-300h-primo-contatto-e-video-prova Lorenzo Baroni Lorenzo Baroni

Lexus rinnova completamente la sua berlina di segmento E, la ES 300 Hybrid e con l'occasione dell'arrivo della nuova piattaforma, del nuovo telaio e del nuovo sistema ibrido, arriva anche l'importazione in Europa. La Lexus ES 300h si inserisce in un segmento di mercato di piccoli volumi come appunto quello delle berline da quasi 5 metri, trovando come concorrenti premium le tedesche di Audi, BMW e Mercedes. La ES 300 è tra i modelli più venduti di Lexus nel mondo ma non è mai stata destinata al mercato europeo, venduta per lo più in Russia, America e Giappone. In Europa le berline finora distribuite sono state la piccola CT 200h di segmento C, la Lexus IS di segmento D, la GS di segmento E, e l'ammiraglia LS di segmento F.

Se da un lato l'arrivo della CT 200h fece innalzare i volumi di vendita, la IS  ha via via lasciato il posto alla bellissima coupè RC realizzata sulla medesima piattaforma della IS. Ora invece è la GS a lasciar spazio alla Lexus ES, simile per lunghezza e dimensioni ma molto diversa dal punto di vista tecnico. La GS infatti utilizza da sempre motori molto potenti e di grande cilindrata con trazione posteriore. La nuova ES invece sullo stesso metraggio della GS propone una piattaforma tutta nuova, più avanzata, uno schema tecnico a trazione anteriore, motori più piccoli ed efficienti. Per l'Europa è prevista solo la versione ibrida.

Quindi una gamma tutta nuova non solo per le novità tecniche, ma anche per una introduzione di nuovi modelli. A tal proposito impossibile non ricordare che nelle prossime settimane il ventaglio dei modelli Lexus, dopo l'arrivo della ES e il rinnovo della RC, si arricchirà del modello più atteso per il 2019 che è il Suv di segmento C chiamato UX. Un'auto importantissima che rappresenterà per il 2019 il motore trainante dell'intero brand dal momento che il raddoppio dei volumi da 3.975 auto a 7.400 sarà imputato totalmente alla UX che nella mix di mercato potrebbe arrivare a rappresentare oltre il 60% del totale a fine anno. La Lexus ES 300h è disponibile in quattro allestimenti, Business, Executive, F-Sport e Luxury, con prezzi che oscillano da 50.800 a 64.000 euro. Per tutte le versioni è previsto uno sconto di 8.500 euro in caso di permuta.

Lexus ES 300h: com'è fatta


La base è la  piattaforma GA-K, mentre le dimensioni indicano un'auto lunga 498 cm, larga 187 ed alta 145. Il suo design però la fa apparire più snella e filante rispetto alle sue misure. Il look è tipicamente Lexus con la grossa calandra a clessidra che divide i gruppi ottici Full LED con luci diurne ad uncino. Sotto il lungo cofano ondulato trova posto il sistema ibrido composto da motore 2.5 a benzina a ciclo Atkinson che, abbinato all’unità elettrica, eroga 218 cavalli complessivi. Lo schema delle sospensioni prevede un avantreno di tipo McPherson e un multilink al posteriore.

Come da tradizione del brand premium giapponese, gli interni sono accoglienti e rivestiti di materiali pregiati, con quadro strumenti, display da 12,3 pollici e pulsanti per la gestione del clima disposti su tre livelli. Attraverso le due originali manopole ai lati della palpebra del cruscotto è possibile gestire ESP o selezionare le tre diverse modalità di guida (Eco, Normal e Sport), che agiscono sulla risposta del motore e del cambio.

L'infotainment è invece gestibile attraverso il comodo pad presente nel tunnel centrale con le informazioni ben visualizzate nel monitor al centro della plancia. Accanto ad esso non manca l'ormai celebre orologio analogico presente in molti modelli Lexus.  Lo spazio è abbondante sia davanti che dietro, anche se la linea spiovente del tetto leva può dar fastidio ai passeggeri posteriori che superano i 180 cm di altezza. Buona la capienza e le finiture del bagagliaio da 454 litri.

Lexus ES 300h: come va


Silenzio, parla Lexus. L'eccellente insonorizzazione è certamente uno dei punti di forza di questa lunga berlina certamente votata al comfort. Ma non solo, a dispetto dei quasi 5 metri di lunghezza e dei 1700 Kg di peso, la ES 300h è maneggevole ed è piacevole da guidare tra le curve grazie al rollio ridotto e ad uno sterzo consistente e preciso. Certo, non si può parlare di sportività, visto che la risposta progressiva di motore e cambio si sposano bene con la fluidità di marcia piuttosto che con brusche accelerazioni o frenate.

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Lexus ES 300h: primo contatto e video prova é stato pubblicato su Autoblog.it alle 14:15 di Wednesday 16 January 2019

]]> 0 Skoda Superb: foto spia nuova serie sulla neve Fri, 18 Jan 2019 18:00:29 +0000 http://www.autoblog.it/post/965103/skoda-superb-foto-spia http://www.autoblog.it/post/965103/skoda-superb-foto-spia Redazione Motori Redazione Motori

Il prototipo della Škoda Superb 2019, ancora in fase di collaudo, è stato beccato con poche pellicole camouflage, mentre stava svolgendo gli ultimi affinamenti tecnici sulla neve e secondo le prime indiscrezioni farà il suo debutto a marzo al Salone di Ginevra, mentre le prime consegne saranno previste durante il periodo estivo.

A prima vista presenta una leggera camuffatura sul davanti, nello stesso colore della vettura, situato sui sensori di parcheggio anteriori e sul tappo per il gancio di traino, copertura che potrebbe nascondere il fatto che i nuovi gruppi ottici anteriori full-Led, in sostituzione dei Xenon, si uniranno con i lati della griglia per far sembrare la fascia frontale più ampia e più imponente sul paraurti, allineandosi al design delle sorelle Suv Karoq Kodiaq e della city car Fabia.

Poiché questo è solo un aggiornamento di metà carriera, la linea laterale non viene stravolta e mantiene la stessa dell'attuale Superb, perché apportare modifiche alle portiere e parafanghi, comporterebbe spese ingenti per un semplice facelift.

Nel retro troviamo i fari posteriori ridisegnati, anch'essi full-Led, e presentano una grafica più nitida. Dalle foto non è facile dedurre, ma sembrerebbe esserci una leggera mimetizzazione tra i fari ed il portellone. È probabile che nascondano una cromatura, a meno che Skoda non si unisca ad altre case automobilistiche nell'inserire le strisce di luce a tutta larghezza, anche se molto più probabilmente si tratta solamente di una barra cromata.

Gli interni della nuova Superb Facelift 2019 non subiranno grandi cambiamenti, l'auto arriverà con il sistema multimediale Columbus con il display touch screen da 9,2 pollici, senza pulsanti.

Secondo alcune voci, alla gamma motori potrebbe aggiungersi il potente 2.0 TSI da 276 cavalli abbinato ad un cambio automatico a sette marce a doppia frizione. La Superb Facelift introdurrà anche una versione ibrida plug-in e diventerà il primo modello elettrificato della casa ceca.

A cura di Alessandro Lanza di Brolo.

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Skoda Superb: foto spia nuova serie sulla neve é stato pubblicato su Autoblog.it alle 18:00 di Friday 18 January 2019

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Volkswagen T-ROC Cabrio: le foto spia Fri, 18 Jan 2019 17:15:37 +0000 http://www.autoblog.it/post/965202/volkswagen-t-roc-cabrio-nuovamente-in-strada-foto-spia http://www.autoblog.it/post/965202/volkswagen-t-roc-cabrio-nuovamente-in-strada-foto-spia Redazione Motori Redazione Motori

Dopo le prime foto spia di metà ottobre, continuano i test di sviluppo per la Volkswagen T-ROC Cabrio e questa volta si fa vedere nella fredda ed innevata Svezia.

Volkswagen sta espandendo la propria gamma di SUV e dopo aver recentemente presentato il T-Cross, dirotta i propri sforzi verso una fetta di mercato già avviata da Land Rover con Evoque Cabrio. Oggi giorno le Sport Utility Vehicle stanno spadroneggiando il mercato dell'auto e per questo la casa di Wolfsburg vuole offrire al cliente una vasta scelta di prodotti, puntando su T-ROC con tetto in tela e la futura R. Forse Volkswagen combinerà entrambe le versioni, tirando fuori una T-ROC R Cabrio? Per ora mantengono le bocche cucite lasciando ogni risposta al 2020, anno di lancio per la futura T-ROC Cabrio e sarà l'unica vettura senza tetto del marchio, vista l'annunciata uscita di scena del Maggiolino New Beetle.

Nonostante le pesanti pellicole camouflage, i tratti distintivi del SUV compatto by Volkswagen si riconoscono a partire dalle luci diurne a Led che ingoblano gli indicatori di direzione e la fiancata è rimasta presso che uguale alla versione standard, però con il tetto in tela guadagna una linea più slanciata, da coupé.

La T-ROC non avrà più le 5 porte a discapito dei passeggeri posteriore che, troveranno maggior difficolta nel momento dello salire e scendere dalla vettura, vista la mancanza del tetto gli ingegneri hanno dovuto aggiungere dei rinforzi extra al telaio e tarato le sospensioni per mantenere il carattere dinamico, sportività che si ritrova anche nel posteriore con il piccolo spoiler sopra al baule. Fanno sapere che sarà una vera 4 posti e condividerà la gamma motori con la "normale" T-ROC.

La Cabrio sarà costruita nello stabilimento Karmann di Osnabrück, Germania, lo stesso della Porsche Macan e della sorella maggiore Tiguan.

A cura di Alessandro Lanza di Brolo

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Volkswagen T-ROC Cabrio: le foto spia é stato pubblicato su Autoblog.it alle 17:15 di Friday 18 January 2019

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Auto elettriche: Karma e Pininfarina si alleano Fri, 18 Jan 2019 16:30:58 +0000 http://www.autoblog.it/post/965160/auto-elettriche-karma-e-pininfarina-si-alleano http://www.autoblog.it/post/965160/auto-elettriche-karma-e-pininfarina-si-alleano Peppe Croce Peppe Croce


auto elettriche karma
Aggredire il nascente mercato delle auto elettriche puntando alla nicchia degli EV di lusso: è quanto vuole fare Karma Automotive, azienda californiana ma posseduta dai cinesi di Wanxiang Group (che nel 2013 hanno comprato anche il produttore americano di batterie A123Systems).

L'azienda sinoamericana nata dalle ceneri di quella che fu Fisker Automotive, fallita nel 2014, ha stretto una partnership con la gloriosa carrozzeria italiana (ma indiana per capitali, da quando è stata acquistata da Mahindra a fine 2015) Pininfarina.

Nel design delle prossime macchine elettriche Karma, quindi, ci sarà un po' di Italia grazie al contributo di Pininfarina che, per un'auto di lusso prodotta in serie molto limitata, è decisamente un plus non indifferente.


"Il nostro piano aziendale e di prodotto è guidato in parte dalla collaborazione con partner affini e affiatati come Pininfarina, la cui esperienza progettuale ci aiuterà ad accelerare lo sviluppo, la differenziazione e la personalizzazione del prodotto che consente ad ogni Karma di essere veramente speciale", ha affermato il CEO di Karma Lance Zhou.

"L'accordo con Karma - ha affermato l'amministratore delegato di Pininfarina Silvio Pietro Angori - rappresenta un altro passo importante nella strategia di crescita di Pininfarina nel mercato nordamericano, in seguito all'apertura del nostro nuovo centro di design a Los Angeles. Siamo lieti di supportare Karma con la nostra esperienza nel design e nella creazione di veicoli di lusso personalizzati. Con Karma condividiamo la stessa passione per la bellezza, l'esclusività e l'innovazione".

Al momento Karma Automotive produce un solo modello: è la Karma Revero, derivata dalla Fisker Karma, che in realtà non è un EV puro ma una auto con motori elettrici, una piccola batteria a ioni di litio e un motore termico che fa da range extender.

In puro elettrico la Revero può percorrere 80 chilometri, con il motore termico acceso ne può percorrere oltre 450.

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Auto elettriche: Karma e Pininfarina si alleano é stato pubblicato su Autoblog.it alle 16:30 di Friday 18 January 2019

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Auto elettriche: Ford farà la F-150 a batterie Fri, 18 Jan 2019 14:15:30 +0000 http://www.autoblog.it/post/965115/auto-elettriche-ford-fara-la-f-150-a-batterie http://www.autoblog.it/post/965115/auto-elettriche-ford-fara-la-f-150-a-batterie Peppe Croce Peppe Croce


ford f-150
Gli amanti delle auto elettriche hanno un nuovo grande e grosso giocattolo da sognare: il Ford F-150 verrà realizzato anche in versione elettrica al 100% e ibrida. Lo ha confermato, durante la Deutsche Bank Global Automotive Conference, il vice presidente del marketing di Ford Jim Farley.

"Elettrificheremo la serie F: elettrico a batteria e ibrido", queste le parole di Farley. E' una mossa importante per Ford, visto che l'F-150 è uno dei veicoli più amati dagli americani e più venduti negli Stati Uniti.

Inoltre, quando verrà prodotto l'F-150 entrerà in una nicchia di mercato in cui ancora non c'è concorrenza: gli unici pickup elettrici li potrebbero costruire solo Tesla e Rivian.

Quest'ultima ha già annunciato il suo modello R1T, ma l'azienda è una startup e non potrà fare volumi interessanti per molti anni ancora. Tesla invece il pickup elettrico lo ha solo annunciato, ma le priorità sono la Model 3 e la Y. Tra i modelli ibridi, invece, va citato il Workhorse W-15 che in realtà è una elettrica con range extender.


Paradossalmente, quindi, se parliamo di pickup elettrici Ford è la casa automobilistica più credibile nonostante il fatto che a Deaborne siano molto indietro in fatto di EV rispetto ad altri costruttori globali.

Ovviamente resta in gamma l'F-150 a motore termico, che vende benissimo in America e all'estero da oltre vent'anni e che è stato recentemente rinfrescato con la presentazione, sei mesi fa, della versione Raptor MY18.

Un F-150 elettrico, infine, si sposa perfettamente con la nuova alleanza Ford-Volkswagen che sarà basata inizialmente proprio sui pickup e sui furgoni. Ford svilupperà e costruirà pickup medi anche per Volkswagen, che arriveranno sul mercato nel 2022.

E, poiché l'accordo prevede una non meglio specificata collaborazione tra Deaborn e Wolfsburg sulle auto elettriche, non è da escludere che parti di questo F-150 a batteria siano di derivazione Volkswagen. Come non è da escludere che la versione elettrica dell'F-150 arrivi un giorno anche in Europa.

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Auto elettriche: Ford farà la F-150 a batterie é stato pubblicato su Autoblog.it alle 14:15 di Friday 18 January 2019

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La nuova Range Rover Evoque debutta a Milano Fri, 18 Jan 2019 09:45:46 +0000 http://www.autoblog.it/post/964980/la-nuova-range-rover-evoque-debutta-a-milano http://www.autoblog.it/post/964980/la-nuova-range-rover-evoque-debutta-a-milano Andrea Tartaglia Andrea Tartaglia

Range Rover Evoque

Dopo essere stata presentata in anteprima mondiale lo scorso novembre a Londra, la nuova Range Rover Evoque ha fattto il suo debutto italiano a Milano, ed è ora pronta per il debutto. A distanza di otto anni dal lancio della prima generazione - e dopo 772.096 unità vendute in tutto il mondo - il SUV medio inglese si propone in una vesta completamente rinnovata e ispirata al Range Rover Velar.

La nuova Evoque nasce sulla piattaforma Premium Transverse Architecture (PTA), sulla quale vengono montati  i quattro cilindri benzina e diesel, disponibili - a richiesta - con un sistema mild hybrid a 48 V di serie sulle top di gamma. L'offerta a gasolio include le Td4 da 150 o 180 CV e la Sd4 da 240 CV, mentre la gamma a benzina si compone dei 2.0 turbo Si4 da 200, 250 o 300 CV. La trazione integrale e il cambio automatico a nove rapporti sono di serie su tutte le versioni, esclusa la diesel di minore potenza.

Il passo è cresciuto di 2 cm, ma le dimensioni esterne sono rimaste le stesse della precedente versione, con una lunghezza di 437 centimetri. Grazie ad una sapiente riprogettazione dell'abitacolo - però  - lo spazio interno è cresciuto, a beneficio di passeggeri e bagagli, con questi ultimi che ora possono contare su uno spazio che va dai 591 litri ad un massimo di 1.383 litri con sedili posteriori abbattuti.

Tra le novità più importanti diponibili per i passeggeri c'è l'introduzione dell'infotainment Touch Pro Duo, con doppio schermo derivato dalla Velar e abbinato a un quadro strumenti digitale da 12,3".

Range Rover Evoque

Particolarmente originale la stategia di lancio della nuova Range Rover Evoque. Il marchio britannico ha scelto di affidarsi a dei City Curators, che reinterpreteranno il progetto "Live for the city" nelle città di Milano, Firenze e Roma realizzando delle installazioni artistiche basate sui "wire form", le silhouette di filo metallico utilizzate dalla Casa per anticipare le linee della Suv. A curare i cinque progetti saranno gli artisti Emilia Billitteri, Giacomo Biraghi, Elena Ghisellini, Diva Tommei e il duo Giovannoni-Marcantonio.

 

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La nuova Range Rover Evoque debutta a Milano é stato pubblicato su Autoblog.it alle 09:45 di Friday 18 January 2019

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MotoGP 2019: presentato il nuovo Mission Winnow Ducati team! Fri, 18 Jan 2019 20:21:00 +0000 http://www.motoblog.it/post/948715/motogp-2019-ducati-team-presentazione http://www.motoblog.it/post/948715/motogp-2019-ducati-team-presentazione Adriano Bestetti Adriano Bestetti

Si è svolta questa sera al Cube di Neuchâtel, in Svizzera, la presentazione del nuovo Mission Winnow Ducati Team che prenderà parte al prossimo Mondiale MotoGP 2019. Naturalmente presenti all'evento tutte le 'alte sfere' della casa di Borgo Panigale e i due piloti della squadra, il confermato vice-iridato Andrea Dovizioso e l'atteso neo-acquisto Danilo Petrucci.

La grande star della serata, inevitabilmente, è stata la nuova Desmosedici GP 2019, quest'anno con carene prevalentemente in rosso, l'affilata 'arma' con cui la formazione italiana si augura di spezzare la ormai decennale egemonia giapponese nel massimo campionato di velocità su due ruote.

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MotoGP 2019: presentato il nuovo Mission Winnow Ducati team! é stato pubblicato su Motoblog.it alle 20:21 di Friday 18 January 2019

]]> 0 Dakar 2019, Al Attiyah al terzo trionfo Fri, 18 Jan 2019 18:28:56 +0000 http://www.autoblog.it/post/965213/dakar-2019-al-attiyah-al-terzo-trionfo http://www.autoblog.it/post/965213/dakar-2019-al-attiyah-al-terzo-trionfo Redazione Motori Redazione Motori

Dopo quattro anni dall’ultima affermazione il qatariota Nasser Al-Attiyah torna a vincere la Dakar. Al volante del Toyota Hilux della squadra ufficiale Gazoo Racing, l’arabo ottiene il terzo trionfo nella massacrante gara che da oltre un decennio ha “casa” in Sudamerica.

A favore di Al-Attiyah e del navigatore Matthieu Baumel, un mezzo eccezionalmente regolare, una guida priva di errori e soprattutto una incredibile sequenza di problemi che ha penalizzato tutti gli avversari. A cominciare da Carlos Sainz, che con la Mini JCW Dakar appariva lanciato verso il “tris” e che invece è precipitato in classifica per le conseguenze di un cedimento alla sospensione anteriore sinistra.

Il tentativo dell’iberico di risalire nella Top Ten è stato poi frustrato da ulteriori problemi occorsi prima della nona e penultima tappa. Con Sainz virtualmente eliminato sono saliti in cattedra gli ex-motociclisti Nani Roma e Stephane Peterhansel, ma quest’ultimo è stato costretto al ritiro nella penultima tappa per problemi alla schiena occorsi al navigatore David Castera dopo un salto.

Così Roma ha avuto via libera per il secondo posto con la propria Mini JCW Dakar, davanti ad un altro sfortunato protagonista della corsa sudamericana. Stiamo parlando dell’alsaziano Sebastien Loeb che puntava ad un clamoroso “bis” tra Dakar e Rally di Montecarlo.

La Peugeot 3008 Dakar dell’alsaziano, sempre affiancato da Daniel Elena, ha però palesato molti problemi tecnici: dapprima un cedimento alla ruota posteriore sinistra, poi nella penultima tappa Loeb è stato costretto a fermarsi ad un centinaio di chilometri dalla conclusione, perdendo tempo prezioso e dovendo “rassegnarsi” ad un terzo posto assoluto che comunque non è da buttare via.

Al quarto posto troviamo il sorprendente polacco Jakub Przygonski su Mini JCW Dakar, autore di una gara magistrale ed assolutamente priva di errori. Il “rame” assoluto gli è stato consegnato dall’ex-motociclista francese Cyril Despres che, nella “fatale” penultima tappa, è incappato in un incidente con la sua Mini perdendo tempo prezioso prima di ripartire e dovendosi accontentare del quinto posto assoluto finale.

Un altro pilota dell’Est Europeo che è andato molto in alto è stato Martin Prokop, ex-protagonista del Mondiale Rally, sesto con un Ford Raptor della MP Sports davanti a ben due Mini JCW Dakar della X-Raid. Yazeed Al-Rajhi aveva cominciato molto bene occupando anche il secondo posto ma alla fine per vari problemi è retrocesso fino alla settima piazza finale, mentre Boris Garafulic si è inerpicato in ottava posizione “in extremis” grazie agli ottimi tempi staccati nella nona e nella decima tappa.

Il cileno è il migliore della folta pattuglia sudamericana. Nono posto con tanti rimpianti per il sudafricano Giniel De Villiers con il Toyota Hilux della Gazoo Racing. Già nella prima metà di gara De Villiers ha dovuto rinunciare ai sogni di vittoria ed è stato costretto ad una rimonta forsennata che gli ha permesso quantomeno di rientrare nella Top Ten nelle battute finali.

Il decimo posto va in extremis ad un binomio francese a bordo di un Toyota privato, formato da Ronan Chabot e Gilles Pillot, riusciti in extremis ad avere la meglio sul lituano Benediktas Vanagas.

Per quanto riguarda la pattuglia italiana, il bilancio è medio con due equipaggi al traguardo e due ritirati. Fuori gioco fin dalle prime battute Giampaolo Bedin con il Buggy Raitech, mentre nelle ultime battute ha gettato la spugna l’equipaggio formato dal qatariota Al-Kuwari e dal nostro Angelo Montico su Yamaha YXZ della CAT Racing.

Su un altro Yamaha YXZ si è messa invece in mostra Camelia Liparoti che con Rosa Romero Font è arrivata addirittura trentottesima, precedendo tra gli altri il protagonista del Mondiale Rally Dani Sola, i gemelli Tom e Tim Coronel e lo statunitense Robby Gordon.

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Dakar 2019, Al Attiyah al terzo trionfo é stato pubblicato su Autoblog.it alle 18:28 di Friday 18 January 2019

]]> 0 Come chiedere il risarcimento per buche stradali Fri, 18 Jan 2019 15:45:05 +0000 http://www.autoblog.it/post/965085/risarcimento-per-buche-stradali-quando-e-possibile-e-come-chiederlo http://www.autoblog.it/post/965085/risarcimento-per-buche-stradali-quando-e-possibile-e-come-chiederlo Andrea Tartaglia Andrea Tartaglia

Risarcimento buche stradali

Come chiedere un risarcimento per le buche stradali? Si tratta di una vera e propria piaga per le nostre città. Una piaga che continua ad estendersi, visto che le riparazioni sono sempre più lente e meno efficaci a causa di ristrettezze di bilancio, patto di stabilità e inefficienze polito-amministrative. Oltre al vero e proprio malaffare, ovviamente.

Le condizioni del manto stradale incidono molto sulla sicurezza della circolazione, limitando la tenuta dell'auto e l'efficiacia della frenata. Inoltre, una buca profonda o dal bordo tagliente, può danneggiare seriamente il pneumatico, il cerchio della ruota e perfino organi delle sospensioni. Rischi decisamente più alti per gli utenti a due ruote, per i queli una buca può risultare addirittura fatale.

Ma cosa succede quando un utente della strada subisce un danno a causa di una buca? E' possibile chiedere un risarcimento per buche stradali? Si, le buche stradali danno origine al risarcimento se il custode non le ripara, non le segnala o se non sono visibili né evitabili dall'utente della strada. Viceversa, il risarcimento per buche stradali non è possibile quando il dissesto è originato da un evento imprevedibile - ad esempio una frana - oppure come concausa c'è la condotta imprudente dell'utente.

Vediamo nel dettaglio quali responsabilità hanno i gestori della rete viaria, quali sono gli obblighi di condotta degli utenti della strada e come richiedere un risarcimento a seguito di un sinistro o di un danno causato dalla presenza delle buche stradali.

 

Buche stradali: quando la colpa è del gestore


Le buche stradali possono essere la causa di danni ai veicoli - ad esempio la foratura di un pneumatico - ma possono essere anche all'origine di un incidente, magari per aver causato lo sbandamento di un veicolo o la caduta di un motociclista. Esistono casi documentati di pedoni caduti a causa di buche, con conseguenti danni fisici.

Di chi è la colpa? L'art 2051 c.c. evidenzia una presunzione generale di responsabilità dell'ente proprietario o del gestore della strada, che la deve custodire in modo da non creare pericoli per gli utenti. Di conseguenza, se la buca è il frutto della trascuratezza, di usura o di un dissesto non adeguatamente segnalato, la responsabilità del gestore è innegabile.

Ma non basta, perché c'è un altro caso in cui il gestore  è responsabile: quando la buca è considerata un pericolo stradale. In questo caso infatti, secondo l'art 2043 c.c, se non era né prevedibile, né evitabile da parte dell'utente, dà origine ad una responsabilità del gestore.

Buche stradali: quando non è colpa del gestore


Risarcimento buche stradali

Attenzione però: la responsabilità stabilita dall'art 2051 c.c non rende il gestore di una strada sempre imputabile per le buche. Tale responsabilità decade se c'è il cosiddetto "caso fortuito", come ad esempio una frana o un evento atmosferico anormale che determinano la formazione della buca sul manto stradale. Allo stesso modo viene esclusa la responsabilità del gestore quando sussiste un atteggiamento imprudente dell'utente della strada.

In questi casi, una richiesta di risarcimento per buche stradali può essere respinta, come può essere respinta se viene dimostrato che la buca e - quindi il pericolo - era facilmente individuabile. Lo afferma la sentenza n. 7887/2018 della Cassazione, secondo cui, se l'evento lesivo è provocato da "una buca poco profonda, di modeste dimensioni, tale da poter essere evitata prestando una semplice attenzione nel camminare, l'insidia stradale è da ritenersi esclusa".

 

Buche stradali: come influisce la condotta dell'utente


La condotta dell'utente danneggiato da una buca stradale può concorrere alla responsabilità del danno, o addirittura esserne considerata la causa principale. Questo fa sì che decada - o che venga fortemente limitata - la responsabilità del gestore o del proprietario della strada, rendendo nulla qualsiasi richiesta di risarcimento.

Lo afferma la sentenza n. 6034/2018 della Cassazione secondo la quale "nella categoria delle cause di esclusione della responsabilità oggettiva per danno da cose, la condotta del danneggiato che entri in interazione con queste si atteggia diversamente a seconda del grado di incidenza causale sull'evento dannoso, [...] quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l'adozione [...] delle cautele da parte dello stesso danneggiato normalmente attese in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l'efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso".

 

Buche stradali: quando spetta il risarcimento?


Sintetizzando quanto detto, il risarcimento del danno provocato dalla presenza di una buca sul manto stradale spetta nel caso in cui l'ente proprietario o il gestore della strada non ne abbia segnalata la presenza, oppure se non ha provveduto a ripararla, contravvenendo in questo modo agli obblighi di manutenzione su di esso gravanti.

Se la buca si è creata a causa di un evento atmosferico o di un fenomeno imprevedibile e inevitabile da parte dell'ente - circostanze che il gestore ha l'onere di provare - oppure quando l'utente si attiene alle regole di comune diligenza e attenzione richieste, non è possibile alcun risarcimento.

 

Come farsi risarcire il danno da buca stradale


Risarcimento buche stradali

Per ottenere il risarcimento per buche stradali è necessario effettuare una domanda risarcitoria ai sensi dell'art. 2051 c.c. per l'omessa o incompleta manutenzione delle strade da parte degli enti pubblici preposti. E' di fondamentale importanza documentare l'imprevedibilità della presenza della buca sull'asfalto (o di altra anomalia) e l'inevitabilità del sinistro.

Il danneggiato dovrà provare l'evento in cui è stato coinvolto e la condizione di oggettivo pericolo (Cassazione civile, sez. III, 18/05/2012, n. 7937). Per evitare constestazioni, è fondamentale documentare attentamente il sinistro appena accaduto e comportarsi come segue:


  • fotografare luogo del sinistro (in particolar modo l'insidia) e i veicoli coinvolti;

  • chiamare le Forze dell'Ordine al fine di ottenere un verbale di quanto accaduto;

  • raccogliere le testimonianze dei presenti.


Una volta raccolta la documentazione sul luogo del sinistro, per avviare la fase della richiesta risarcitoria e dimostrare che il danno è stata provocato proprio dalla buca presente sul manto stradale, è necessario provare:

  • la dinamica del sinistro (verbale dei carabinieri, Vigili o Polizia intervenuti, ma anche dichiarazioni di testimoni presenti sul posto e fotografie da cui risulti la data certa del fatto);

  • i danni al mezzo (preventivo o fattura di riparazione dell'auto carrozzeria e/o del meccanico);

  • le eventuali lesioni personali (certificato di pronto soccorso da cui deve risultare la dichiarazione che il sinistro è avvenuto a causa di un buca stradale e successivi certificati medici);


Raccolte le prove, il danneggiato potrà poi rivolgersi ad un legale e/o inviare  - tramite raccomanda A/R - una formale richiesta di risarcimento danni al competente ufficio dell'Amministrazione, che provvederà ad inoltrare la richiesta di risarcimento alla propria Compagnia Assicurativa.

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Come chiedere il risarcimento per buche stradali é stato pubblicato su Autoblog.it alle 15:45 di Friday 18 January 2019

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Brexit, il settore auto teme il "no deal" Fri, 18 Jan 2019 11:15:32 +0000 http://www.autoblog.it/post/965078/brexit-le-case-automobilistiche-temono-il-no-deal http://www.autoblog.it/post/965078/brexit-le-case-automobilistiche-temono-il-no-deal Tommaso Marcoli Tommaso Marcoli

Corte Europea

A pochi mesi ormai dall'uscita ufficiale del Regno Unito dalla Comunità Europea, i timori riguardo ad un addio disordinato e caotico si fanno di ora in ora sempre più opprimenti. Due giorni fa, a gettare ulteriormente nello sconforto cittadini e istituzioni, il voto del parlamento inglese ha respinto l'accordo proposto dal governo di Theresa May, aprendo così scenari inquietanti.

Se entro il 19 Marzo Regno Unito e Unione Europea non riusciranno a elaborare un piano congiunto per la Brexit, i rapporti tra la Corona e il resto del continente tornerebbero ad essere regolati dalle convenzioni internazionali del commercio. Ciò significa barriere doganali e dazi.

L'associazione dei costruttori britannici è seriamente preoccupata, tanto da ricordare ai propri politici che l'industria dell'auto, per il Regno Unito, vale per 93 miliardi di Euro l'anno, di cui 20 miliardi finiscono direttamente nelle casse dello stato. Sono 186.000 le persone direttamente impiegate nel settore che salgono a 856.000 se consideriamo l'indotto.

Il settore automotive vale il 12,8% delle esportazioni di beni e investe ogni anno in ricerca e sviluppo un cifra pari a 4,1 miliardi di Euro. Nel Regno Unito ci sono più di 30 costruttori di automobili e vengono fabbricati ben 70 modelli di vetture, mentre 2.500 sono i fornitori di componentistica. Numeri importanti che rendono l'idea di quanto sia necessario trovare un accordo per salvare un settore strategico per l'economia del paese.


Brexit: dazi e dogane distruggono l'industria dell'auto


Regno Unito

Qualora lo scenario del "no deal" trovasse concreta realizzazione, l'industria automobilistica inglese potrebbe subire serissimi danni economici. Oltremanica, infatti, numerose case automobilistiche hanno impianti di produzione: Jaguar Land Rover, Ford, Vauxhall, BMW, Aston Martin, Honda, Toyota e Nissan, rischierebbero di vedere i propri prodotti pesantemente penalizzati dai dazi.

Con il ritorno a dazi e barriere doganali, inoltre, il rischio di paralisi della produzione è più che concreto, visto che l'industria automobilistica britannica non è autosufficiente e ha bisogno di importare pezzi necessari per assemblare i propri veicoli, che se sottoposti a nuove e pesanti tasse, rischierebbero di bloccare gli stabilimenti.

La Ford non ha usato mezzi termini e ha descritto l'eventuale "no deal" come potenzialmente catastrofico per l'intera industria automobilistica inglese. Il direttore finanziario della casa americana, Bob Shanks ha espresso le sue preoccupazione ribadendo che "Ford continua a considerare il "no deal" come una catastrofe per il settore auto in Gran Bretagna, così come per le stesse attività di Ford nel paese".

Tra le aziende sicuramente più esposte alle conseguenze di un'uscita disordinata, il gruppo Jaguar Land Rover che in una nota spiega che "siamo estremamente delusi che il parlamento non abbia votato a favore dell'accordo con Bruxelles. La priorità è ora quella di evitare che uno scenario come il "no deal" possa concretizzarsi".

Il gruppo PSA, che nel Regno Unito possiede anche il marchio Vauxhall, potrebbe prendere in seria considerazione l'idea di chiudere uno dei suoi due stabilimenti produttivi se la Gran Bretagna non dovesse trovare un accordo con l'Unione Europea al più presto.

Anche le case giapponesi, come Honda che produce la sua Civic nella città inglese di Swindon, hanno voluto esprimere la loro preoccupazione per una situazione così delicata e dai risvolti politici ed economici importanti. Il mancato accordo tra le istituzioni, metterebbe in seria discussione tutte le operazioni del gruppo nipponico nel vecchio continente, con il rischio di un rallentamento dell'intera struttura logistica se non addirittura con il suo collasso.

L'ipotesi estrema avanzata da Toyota suona invece come un ultimatum, nel quale promette che se non si dovesse trovare un accordo con Bruxelles, allora il colosso nipponico sospenderebbe immediatamente l'intera produzione di veicoli nel Regno Unito. Se i giapponesi saranno di parola, i ricavi aziendali subirebbero una flessione di circa 60 milioni di sterline.La Toyota possiede due impianti produttivi in Gran Bretagna: uno a Burnaston, dove nel 2017 sono state prodotte 144.000 Auris, di cui l'87% esportato nel continente Europeo, e uno dedicato alla realizzazione di motori a Deeside, nel Galles.

Infine, anche i gruppi tedeschi hanno voluto lanciare un monito al governo guidato da Theresa May. BMW, che nel Regno Unito ha investito somme non indifferenti, acquistando i marchi Rolls Royce e Mini, si è detta seriamente preoccupata per la situazione di estrema incertezza che si sta diffondendo nel paese e che, se non verrà trovato un accordo, è necessario prepararsi al peggio.

Anche Volkswagen ha voluto specificare che un accordo per regolare mercato e sistema doganale è fondamentale per salvaguardare l'intera industria. La German Association of Automotive Industry ha lanciato un grido d'allarme asserendo che un mancato accordo tra le parti, comporterebbe ripercussioni tragiche per l'intero settore, a cui andrebbe a pesare di conseguenza una crisi occupazionale.

Ulteriori ritardi o incertezze sulla Brexit, rischierebbero così di gettare un settore strategico per l'economia in una fase di incertezza, mettendo a rischio investimenti e soprattutto posti di lavoro di un intero comparto produttivo che occupa centinaia di migliaia di lavoratori.

 

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Brexit, il settore auto teme il "no deal" é stato pubblicato su Autoblog.it alle 11:15 di Friday 18 January 2019

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Guardrail ghigliottina: presto la legge? Fri, 18 Jan 2019 13:30:44 +0000 http://www.motoblog.it/post/948663/guardrail-ghigliottina-presto-la-legge http://www.motoblog.it/post/948663/guardrail-ghigliottina-presto-la-legge Umberto Schiavella Umberto Schiavella

Guardrail ghigliottina: presto la legge?

Sarà forse la volta buona? Vedremo, per ora sembra interessarsi all'argomento il Ministro Toninelli... Lo scorso 6 maggio, sulla via Ostiense a Roma, Elena Aubry una ragazza di 25 anni, morì dopo aver perso il controllo della sua Hornet 600 a causa di una buca. La giovane cadendo andò a sbattere proprio contro un guardrail.

Due giorni fa, Graziella Viviano, mamma di Elena è stata ricevuta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. La signora, accompagnata dai rappresentanti della MotorLab, un'associazione di motociclisti bolognesi, ha chiesto di poter vedere installati al più presto i DSM, i Dispositivi Salva Motociclisti, nei tratti più critici e pericolosi delle strade italiane per salvaguardare la vita degli utenti delle due ruote.

Il Ministro ha reso nota la vicenda con un post sul proprio profilo Facebook che riportiamo:

"È assurdo morire per colpa di un guardrail che dovrebbe proteggerti. Ancora più assurdo pensare che ciò accada non per un problema di soldi, ma soltanto perché manca una norma che obblighi chi gestisce le strade a installare una protezione adatta a scooteristi e motociclisti.

Ecco perché oggi ho voluto accogliere al mio ministero ed ascoltare la testimonianza di Graziella Viviano, mamma di Elena Aubry, la giovane motociclista morta il 7 maggio scorso in un incidente sulla via Ostiense, a Roma. Il suo dolore si è trasformato in una battaglia civile importantissima per la sicurezza di chi viaggia, tema centrale del mio mandato.

Ho voluto confrontarmi con Graziella e raccontarle che sta finalmente arrivando quel decreto ministeriale tanto atteso da lei e da molti cittadini. Una vecchia bozza era rimasta sepolta chissà sotto quali scartoffie.

Ora un nuovo testo del mio dicastero, messo a punto l’ottobre scorso, è in visione all’Unione europea che potrà esprimere eventuali rilievi entro il prossimo 28 febbraio. Se tutto filerà liscio come ci aspettiamo, la norma sarà presto in vigore e obbligherà i gestori delle nostre strade ad installare alla base dei guardrail i DSM (Dispositivi Salva Motociclisti) nei tratti più pericolosi e con un’alta incidentalità accertata.

Proteggere chi si sposta su due ruote è una battaglia storica del MoVimento 5 Stelle, iniziata in Parlamento già agli albori della scorsa legislatura. Questa norma finalmente metterà l’Italia all’avanguardia in Unione europea, perché non esiste nulla di più importante della sicurezza e della salute di chi si muove".

Che sia veramente la volta buona? Per ora, a quanto sembra, c'è l'impegno ufficiale del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, grazie alla tenacia e alla volontà di una mamma...

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Guardrail ghigliottina: presto la legge? é stato pubblicato su Motoblog.it alle 13:30 di Friday 18 January 2019

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